Storia dell'IPLC

Storia del Centro di Formazione dei Minori, attuale “Istituto Padre Luigi Cecchin”
di Limoeiro - Pernambuco – Brasile

Limoeiro, sessantamila abitanti, nordest del Brasile. Primo entroterra del Pernambuco, a ottanta chilometri da Recife, la capitale. Un grande, cadente edificio industriale, che ricorda i tempi in cui il cotone portava qualche denaro. Ora più nulla. Solo piccolo commercio di sopravvivenza. Attraversata dal Capibaribe, raramente oggi un bel fiume, spesso veicolo per trascinare scarichi e sporcizia. Poche zone pianeggianti, quasi tutto collina o alta collina. Attorno alla città grandi campagne. Grandi proprietà terriere, grossi allevamenti e, a qualche chilometro dalla città, canna da zucchero: tutto in mano dei soliti, pochi e ricchi. E tanti, tanti senza nulla. Poveri. Sfruttati.

Regione semiarida. Piogge che la gente chiede e a volte ottiene dal buon Dio. E allora arriva qualche buon raccolto: buona frutta, tanti fagioli. Se non piove, invece prezzi alti e fame. Anche oggi.

Una lunga collina - la “serra” - sovrasta la città. Sulla collina una grande statua di Cristo Redentore, emula di quella di Rio de Janeiro.

Don Luigi

26 maggio 1969. A Limoeiro scende da una corriera un prete. E’ italiano, della diocesi di Treviso. Don Luigi Cecchin. Arriva in umiltà e comincia ad agire in umiltà. La gente s’accorge pian piano che, sull’esempio di Cristo, sarà anch’egli un “redentore” per Limoeiro. Un “redentore” con la “r” minuscola, s’intende; ma, come Nostro Signore, molto “incarnato” tra la gente.

Classe 1924. Nato a San Martino di Lupari (PD), legato alla parrocchia di Galliera Veneta (PD), prete della diocesi di Treviso dal 26 giugno 1949. Diocesi troppo piccola per il suo cuore missionario. E allora eccolo in Brasile.

A Limoeiro che fa? Fa il prete che dice messa, che predica … Ma la gente come ti ascolta se ha fame, se non ha casa, se è sfruttata? Don Luigi, anzi padre Luigi come lo chiamano, da subito capisce che dalla gente bisogna partire. Si fa povero tra i poveri, realmente. Li aiuta e aiuta soprattutto i più piccoli.

I piccoli. Centinaia di bambini per le strade di Limoeiro a chiedere l’elemosina, a farsi inghiottire dagli spazi più ingiusti della società. Bambini di strada, affamati loro e la loro famiglia (se ce l’hanno), senza scuola, senza futuro.

Padre Luigi parte da loro.

Il Centro di Formazione dei Minori...e non solo

Con la collaborazione di buona gente comincia a raccogliere questi bambini. Dieci, cinquanta, cento…

Agli inizi del 1970 nasce il “Centro di Formazione dei Minori” di Limoeiro. Gradualmente l’istituzione - riconosciuta poi anche dallo Stato - prende piede. I bambini vi passano alcune ore quando non sono a scuola. A loro si dà protezione, un pasto, una doccia e speranza di futuro con la formazione umana e cristiana. Si aggiunge un asilo nido per i piccolini, un settore del quale è dedicato ai bimbi denutriti. Non c’è lavoro a Limoeiro, i ragazzi non sanno cosa fare. Si aggiungono allora pian piano dei corsi professionali per adolescenti e giovani: falegnameria, carpenteria, elettrotecnica, serigrafia, taglio e cucito, più avanti informatica.

Padre Luigi celebra messa al mattino presto in parrocchia e poi è sempre lì, al Centro di Formazione, puntuale per accogliere i bambini e i ragazzi, come un papà.

Fin dai primi anni padre Luigi intuisce che con la sola gente locale non è possibile sostenere tutti quei bambini e ragazzi. Si rivolge ai suoi amici italiani. Tra gente delle province di Vicenza, Treviso, Padova e Bergamo, nasce un folto gruppo - oltre 600 - di madrine e padrini che, aggregati nell’Associazione AVATeM aps onlus, danno il loro sostegno economico ed affettivo con l’adozione a distanza. Una ventina di soci di AVATeM sono anche soci dell’Ente brasiliano (APAL) a cui fa giuridicamente riferimento il Centro di Formazione, in modo che la collaborazione Italia-Brasile sia concreta e responsabile.

Padre Luigi con i suoi collaboratori non si prende cura solo degli ospiti del Centro di Formazione. Egli, con la spinta interiore del vero missionario di Cristo, dà sostegno ad altri poveri: contadini, con l’assegnazione di appezzamenti di terreno per il loro riscatto dai “fazendeiros”; donne, con attività di ricamo e di lavanderia, perché possano portare a casa qualcosina; accompagnamento di anziani e alcoolisti; sostegno alle famiglie povere… E poi alfabetizzazione tra gli abitanti dei tanti villaggi di campagna; costruzione di una trentina di cappelle, che è sì luogo di preghiera, ma, per loro, è luogo di riferimento comunitario.

Alla fine del 2009, quando padre Luigi, 85 anni, è colpito da tumore, 620 sono gli ospiti del Centro di Formazione, oltre 150 i giovani che, usciti dal Centro, continuano ad essere aiutati, 80 le famiglie degli agricoltori alle quali è assegnato un appezzamento di terra da coltivare.

Padre Luigi, sempre più debilitato dalla malattia, coerente con l’essere povero tra i poveri, non vuole essere curato in maniera diversa da come possono essere curati i poveri. Solo in obbedienza al suo vescovo di laggiù viene in Italia per tentare qualche cura. Vi arriva il 28 febbraio 2010 e vi muore il 26 marzo.

Considerato in vita come “santo” (“santinho”) dalla sua gente semplice, ancora più da morto è accolto come si accoglie un santo. Il 4 aprile 2010 è sepolto nella sua chiesa parrocchiale di San Sebastiano in Limoeiro. La sua gente, i suoi poveri, continuano a sentirlo vicino a loro, come “redentore” degli ultimi.

E la sua Opera continua.

L’Istituto Padre Luigi Cecchin (IPLC)

La sua Opera continua, guidata ora dai Poveri Servi della Divina Provvidenza, religiosi fondati da San Giovanni Calabria. Sono presenti a Limoeiro dal 28 febbraio 2011. Fu don Luigi stesso, ormai cosciente della propria crescente fragilità fisica per via dell’età, ad individuare in loro, fin dal 2007, il “carisma” giusto per la sua Opera: povertà, abbandono alla Provvidenza, esperienza comprovata nel servizio di recupero e formazione dei bambini e adolescenti emarginati. E infatti le attività di sostegno ai Minori e alla parte povera della popolazione (contadini, ammalati, famiglie) continuano, con lo stesso spirito, con lo stesso carisma di padre Luigi.

Dal loro arrivo il Centro di Formazione dei Minori ha assunto la denominazione di “Istituto Padre Luigi Cecchin” (IPLC).

Dono della Provvidenza l’arrivo della Congregazione dei “Poveri Servi”. Ben presto, con la solida garanzia della loro esperienza, l’edificio del Centro di Formazione è stato totalmente ristrutturato e ampliato. Dopo più di quarant’anni, le strutture erano in tante parti logore e non più rispondenti alle norme di sicurezza: infiltrazioni d’acqua, travature marcite, impianto elettrico fatiscente, tetto rattoppato in alcune parti, assenza di un ambiente/refettorio (i ragazzi mangiavano nelle aule), servizi igienici a dir poco malmessi, ecc. Intervento obbligato, quindi, per poter continuare le attività a favore delle centinaia di bambini e adolescenti poveri. Si rischiava addirittura la chiusura d’autorità dell’edificio. Già don Luigi, nell’ultimo anno, aveva auspicato un intervento di ristrutturazione e sanificazione; diceva: “Io non ce la faccio. Lo farà chi verrà dopo di me”.

L’aiuto economico per la ristrutturazione fu garantito in parte preponderante da benefattori italiani, del Veneto in particolare. La re-inaugurazione è avvenuta il 17 settembre 2016. Ora è una struttura bella, edificata secondo i termini di semplicità ed economia, coerenti con lo spirito di sobrietà di don Luigi e rispettosi della semplicità della gente. E’ arioso, con ampi spazi per accogliere anche incontri educativi e di festa della gente di Limoeiro.

Sotto la supervisione del superiore, padre Osmair Collazziol, e la direzione di fratel Lauri Carlesso, le attività educative e formative dell’Istituto (IPLC) continuano. Nel 2016 IPLC ha fornito assistenza diretta e indiretta a circa 800 persone e famiglie. I piccoli, i bambini, gli adolescenti emarginati, proveniente da famiglie povere o disgregate, hanno ovviamente la priorità. Una particolare attenzione è fornita - e lo sarà di più in un prossimo futuro - alla formazione professionale di adolescenti e giovani, attuando, nei limiti del possibile, nuovi corsi di formazione professionale.

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